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2 juin Ho imparato che....Ho sempre creduto che basta mettere un punto per andare a capo. Ora so che non è così. Forse perché non sono brava a mettere i punti, o perché la vita è una sorpresa continua. Quando sono convinta di voltare pagina, capita qualcosa che mi costringe a ripensarci e tornare a soffrire. L’unica cosa che cambia è che questa volta lo conosco già il dolore. Si, perché il dolore è come il postino… suona sempre 2 volte, io gli aprirò come ho già fatto la prima sperando che verrà il giorno in cui potrò sbattergli la porta in faccia. Forse avrei potuto chiuderla già adesso, se avessi avuto la forza e il coraggio, invece penso che a volte fa comodo cullarsi in un dolore conosciuto piuttosto che voltare pagina e aprire le porte a qualcosa di sconosciuto. Meglio un dolore vecchio o un dolore nuovo? Meglio non soffrire. È anche vero che bisogna soffrire per apprezzare le cose belle che, si spera, verranno dopo. Le ferite rimangono per molto tempo aperte, è inevitabile, continuano a bruciarti l’anima, ma col tempo si cicatrizzano e non fanno più male come prima. Purtroppo le cicatrici restano, non scompaiono, loro resteranno lì a ricordarti come te le sei procurate, e soprattutto chi ti ha ferito. Mentre chi ti ha ferito ti ha già dimenticato. Non tutti abbiamo la stessa visione delle cose, la stessa sensibilità, lo stesso cuore. Una delle cose che ho imparato è di non dare per scontato che tutti lo abbiano un cuore. Mi sono fatta e continuo a farmi sempre tante domande, per alcuni anche troppe, domande per riuscire a capire il perché di certi comportamenti, credendo che dietro ad ognuno di essi ci sia sempre una motivazione. Invece ho imparato che spesso le persone agiscono senza pensare. Dietro alcuni comportamenti c’è il nulla. Non c’è niente di buono, né di cattivo. C’è solo il NULLA… Ho capito che non c’è per forza qualcosa di buono in tutti e che le persone pensano solo a se stesse. A volte può sembrare il contrario, che stiano facendo qualcosa per te… poi vieni a sapere che dietro c’era un interesse personale. Ho capito che sentirsi soli non significa stare da soli, sentirsi soli è quando nonostante stai tra la gente, il tuo cuore e la tua mente non sono lì, sono altrove… in piena solitudine. Ho imparato cosa significa sognare e poi svegliarsi con un buco al cuore. Un buco che niente e nessuno può riempire. Ho imparato che la felicità non te la danno gli altri, se prima non stai bene con te stesso. Ma come si sta bene con se stessi? Ancora non lo so. Accettandoci per quello che siamo? Avendo la consapevolezza che non possiamo cambiare tutto ciò che vorremmo cambiare? Accettando la realtà per quella che è, senza mai sognare? O sognare, senza mai investirci troppo? Ho imparato che spesso i sogni si insinuano nella tua realtà uccidendotela! Bisogna stare sempre con almeno un piede a terra… o volare con un’ala sola. Ho imparato che esistono persone che non posso conquistare, che non sono in grado di amarmi e ho capito che questo non dipende da me. Ho imparato che spesso le persone che ami sono quelle che non ti ameranno mai…. Non importa…. Se amare significa essere vivi, allora voglio amare senza pretendere qualcosa in cambio. Ho capito che cercare di trattenere la sabbia in un pugno spesso è uno sforzo inutile. Ci sarà qualche granello che volerà via e non potrai mai più riprendere. E quelle sono le persone che sfuggiranno per sempre, ed è il vento del destino a spazzarle via. Ho capito che più le cose cambiano, più rimangono le stesse. La ruota gira e gira ancora, per tornare al punto di partenza e io non so se continuare a girare, o se restare ferma… CommentairesPour ajouter un commentaire, connectez-vous avec votre identifiant Windows Live ID (si vous utilisez Messenger ou Xbox LIVE, vous avez un identifiant Windows Live ID). Connectez-vous Vous n'avez pas d'identifiant Windows Live ID ? Inscrivez-vous RétroliensL'URL de rétrolien de ce billet est : http://nekleth.spaces.live.com/blog/cns!8A0D9A06754FA99B!4514.trak Blogs Web qui font référence à ce billet
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